» Trekking: "Gargano, la montagna sul mare"
» Trekking: "Le vie della fede"
» Itinerario: "Baia di Campi" - "Pugnochiuso (Vieste)
» Itinerario: Bosco Difesa San Matteo: "Doline, Neviere, Piscine" (San Marco In Lamis)
» Itinerario: Bosco Isola: "Dove il lago s'innamora del mare" (Lago di Lesina)
» Itinerario: Bosco Quarto: "Il cuore verde del Gargano" (Monte Sant'Angelo)
» Itinerario: "Bosco Spigno" (Monte Sant'Angelo)
» Itinerario: Castel Pagano: "Federico II di Svevia ed i luoghi di caccia" (Apricena)
» Itinerario: "Chiesa Rupestre Ognissanti" (da Monte Sant'Angelo a "Macchia")
» Itinerario: "Fonte Canneto e Chiesa Santa Maria Pura" (da Rodi Garganico a Vico del Gargano)
» Itinerario: dalla località "Parchetto" a Peschici (Valle Clavia)
» Itinerario: "Eremi di Valle San Martino" (Monte Sant'Angelo)
» Itinerario: Foce Fiume Fortone: "La sosta del popolo migratore" (Serracapriola)
» Itinerario: "Foresta Umbra"
» Itinerario: Lago di Lesina: "Popolo migratore"
» Itinerario: Lago di Varano: "Natura e Fede"
» Itinerario: Monte Calvo: "La vetta del Parco Nazionale del Gargano" (San Giovanni Rotondo)
» Itinerario: Monte Castellana: "I panorami del Gargano" (San Giovanni Rotondo)
» Itinerario: Monte Civita: "La montagna sul mare" (Ischitella)
» Itinerario: Monte Sacro: "Il sentiero delle orchidee" (Mattinata)
» Itinerario: Monte Spigno: "Il regno del lupo appenninico" (Monte Sant'Angelo)
» Itinerario: Montenero: "Il carsismo del Gargano (San Giovanni Rotondo/San Marco in Lamis)
» Itinerario: Torrente Romandato: Il canyon del Gargano (Ischitella)
» Itinerario: San Salvatore: "Necropoli Dauna" (Vieste)
» Itinerario: "Sentiero Scannamugliera" (Monte Sant'Angelo)
» Itinerario: Sfinalicchio: "Riparo Sottoroccia e Necropoli Coppo dei Fossi"
» Itinerario: da "Tacca del Lupo" a "Coppa Fusillo" (e ritorno) - Vieste
» Itinerario: "La Costa dei Trabucchi e delle Torri di Avvistamento" (Peschici/Vieste)
» Itinerario: "Valle Palumbo" e "Valle dell'Inferno" (San Giovanni Rotondo)
» Itinerario: Baia di Vignanotica: "Uno scrigno racchiuso in bianche falesie" (Mattinata)
» Itinerario: Isole Tremiti
» Itinerario: Le orchidee spontanee del Gargano

» INFO GENERALI COMUNI A TUTTI GLI ITINERARI


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GLI ITINERARI DI GARGANO TREKKING



TREKKING “GARGANO, LA MONTAGNA SUL MARE”

L'imponente promontorio del Gargano, altresì definito “sperone d'Italia”, si protende per 70 km. nel mare Adriatico originando il caratteristico Golfo di Manfredonia. Circa 160 milioni di anni fa l'attuale promontorio era un'isola. Per effetto di numerosi fenomeni ambientali e geologici, fra 160 e 70 milioni di anni fa, quest'isola si è saldata allo “stivale” mantenendo inalterato il suo “scrigno” di diversità biologica. Questa millenaria evoluzione dell' “Isola Gargano” ha permesso a questo scrigno di biodiversità un adattamento, continuo e costante, alle mutevoli condizioni ambientali. La presenza sul territorio di questa consistente varietà biologica ha determinato, nel 1991, l'istituzione del Parco Nazionale del Gargano. In tutti i periodi dell'anno è possibile visitare questo meraviglioso Parco Nazionale che nei suoi circa 120.000 ettari di biodiversità comprende i più diversi ecosistemi, ricchi di flora e fauna, ed incantevoli paesaggi. Le dolci colline del Tavoliere delle Puglie, i rilievi montuosi dalla vistosa morfologia carsica, l'arcipelago delle Tremiti, i due laghi costieri di Lesina e Varano localizzati su una delle più importanti direttrici migratorie, i caratteristici valloni e le praterie pedemontane, fitte ed estese foreste, la costa frastagliata e ricca di grotte marine, la fascia litoranea settentrionale liscia e sabbiosa, caratterizzano la grandissima varietà di questo territorio. Nell' insieme la più significativa manifestazione è rappresentata dalla maestosa faggeta secolare della Foresta Umbra, considerata “faggeta depressa” perchè alle quote del Gargano la presenza del Faggio è considerata un'anomalia. Al suo interno si manifesta un'altro caratteristico fenomeno naturale denominato “macrosomatismo vegetale”, cioè a dire forme di gigantismo sia delle specie arboree e sia delle specie arbustive. Questo territorio ha conservato la bellezza ed armonicità paesaggistica permettendo il pieno godimento dei variegati ambienti. Il viaggiatore attento e curioso, animato dalla voglia di conoscenza, può venire a scoprire questo territorio ricco di storia e cultura. Egli, muovendosi a piedi, potrà apprezzare e percepire pienamente i colori, i suoni, le atmosfere, gli odori, le storie, le culture, la convivialità ed il cibo di questo incantevole territorio.

PRIMO GIORNO

Entro le ore 17,00 arrivo a Rodi Garganico e successivo incontro con l'Associazione “I BAMBINI DI ANTONIO” (*) (vedi note)

SECONDO GIORNO

Cammino da RODI GARGANICO (Piazza Garibaldi) a VICO DEL GARGANO (Via del Risorgimento)
km.11,4 – Quota minima 0m. - Quota massima 437m. - Pendenza 3,5% - Ascesa 672m. - Discesa 269m. - Tempo di percorrenza 4 ore – Tempo per le soste 1 ora e 30 minuti – Tempo totale di percorrenza 5 ore e 30 minuti

« Si dice che sia tanto soave l'odor degli aranceti sul lido di Rodi Garganico, da far venir le lacrime agli occhi quando è il tempo della fioritura. » (Riccardo Bacchelli, da “Le arance dell'unità Italiana”)

Il cammino inizia dal centro abitato di Rodi Garganico e si sviluppa dapprima sul magnifico litorale, sul quale si ammira il sorgere del Sole ed il successivo tramonto. Superato il litorale si raggiunge la località “Molino di mare”, dove sfocia il torrente Asciatizzi. Percorrendo la strada rurale che sale verso le colline ci si inoltra in una zona con vaste colture di arance e limoni, le cui zagare nel periodo di fioritura inondano di intenso profumo tutta la zona. Raggiunta la “Sorgente del Canneto”, acqua sorgiva purissima proveniente dalle alture carsiche del Promontorio Garganico, si effettua una sosta ristoratrice e si ammira il magnifico panorama. Nei pressi della sorgente è stata edificata la chiesa rurale di “ Madonna del Canneto” meta di festeggiamenti il 15 agosto. Percorrendo un tratturello e campi di Ulivi secolari, inframezzati dalla vegetazione spontanea della Macchia Mediterranea, si raggiunge la vetta di Monte Nicola (375 m.s.l.m.), luogo in cui si aprono fantastici scenari panoramici sull'intero litorale e sulle splendide Isole Tremiti. Raggiunta la località “Chianche lisce” ci si inoltra sull'antico tratturo e si raggiunge la chiesa di “Santa Maria Pura”, edificata probabilmente verso la fine del '600. Sembra che il nome della chiesa sia dovuto all'usanza religiosa di seppellirvi le vergini ed i fanciulli. Nell'ampio spazio sottostante la chiesa è ubicata una fontana, la cosiddetta “Fontana Vecchia” le cui acque si snodano fino a raccogliersi in una grande vasca monumentale datata 1885. Dopo una breve sosta ristoratrice si raggiunge l' abitato di Vico del Gargano, detto il “Paese degli innamorati” perchè il suo Patrono è San Valentino. Nel paese è da visitare sia il Centro Storico, con il suo caratteristico “Vicolo del Bacio”, sia il “Trappeto Maratea”, un antico Frantoio da olive risalente al XIV secolo, e sia il monumentale Leccio, un albero di 400 anni sito davanti il Convento dei Cappuccini.

TERZO GIORNO

Cammino da VICO DEL GARGANO (Via del Risorgimento) a PESCHICI (Piazza 4 Novembre)
km.18,4 – Quota minima 8m. – Quota massima 570m. – Pendenza -1,9% - Ascesa 643m. – Discesa 1.003m. – Tempo di percorrenza ore 6 – Tempo per le soste ore 1 e minuti 30 – Tempo totale di percorrenza ore 7 e minuti 30

In questo giorno il cammino si sviluppa su una strada rurale che, in discesa, raggiunge il letto del Torrente Romandato, dove si osserva l'inizio di un canyon scavato dall'azione erosiva dell'acqua. Poi il sentiero si inerpica in salita nel folto di un bosco di Castagno, Nocciolo, Pero selvatico e Cerro, fino a raggiungere le prime propaggini della Foresta Umbra, la maestosa faggeta secolare della Puglia. Successivamente il sentiero si sviluppa sul crinale di una dorsale interposta fra Vico del Gargano e Peschici. In questo luogo si ha un'ampia vista panoramica sulla Valle Santiago e l'abitato di Vico del Gargano a sinistra, mentre a destra si notano Peschici e il mare. La zona attraversata era un tempo ricoperta da estesi boschi di Pino d'Aleppo, questi lembi di pinete adulte insieme a querceti misti si ritrovano nella valle che decorre a destra. Sul territorio si notano masserie sparse, ampie superfici incolte, in parte rimboschite negli ultimi anni, e modesti appezzamenti a coltura specializzata (soprattutto vite). L'olivo si osserva sulle pendici sottostanti l'abitato di Vico, in ossequio ad una tipologia ricorrente nel paesaggio del Gargano, con oliveti che cingono a corona le dimore urbane. Il tratto costiero si presenta fra i più aspri e suggestivi del Gargano, essendo rappresentato da profonde insenature circondate da ripide scogliere. Dopo aver ammirato uno splendido panorama di Peschici, del Mare Adriatico e delle Isole Croate il cammino prosegue in discesa, in un bosco di Conifere e Macchia Mediterranea, fino a giungere a Peschici.

QUARTO GIORNO

Cammino da PESCHICI (Piazza 4 Novembre) alla località “SFINALICCHIO”
km.15,7 – Quota minima 0m. – Quota massima 120m. – Pendenza -0,4% - Ascesa 638m. – Discesa 700m. - Tempo di percorrenza ore 5 – Tempo per le soste ore 1 e minuti 30 – Tempo totale di percorrenza ore 6 e minuti 30

In questo giorno si percorre l'itinerario della “COSTA dei TRABUCCHI e delle TORRI di AVVISTAMENTO”. Il cammino si sviluppa lungo la linea di costa attraversando alte falesie a picco sul mare, baie marine incastonate come gemme in scrigni preziosi, imponenti grotte marine abitate già dall'Età del Bronzo (II millennio a.C.), cinquecentesche Torri di Avvistamento ed affascinanti Trabucchi, poderose macchine da pesca protese sul mare, in uso già al tempo dei Fenici. In questa zona la vegetazione ricca di Macchia Mediterranea si integra con Euforbie e Pino d'Aleppo. Le fortificazioni furono erette come sistema difensivo per prevenire e contrastare le scorribande dei Saraceni. Dopo aver attraversato e superato Spiaggia di Procinisco; Punta, Trabucco e Spiaggia San Nicola; Spiaggia Zaiana; Punta, Trabucco, e Grottone di Manaccora; Baia di Manaccora; Trabucco,Torre e Spiaggia di Calalunga; Spiaggia del Turco; Torre e Spiaggia di Gusmay; Spiaggia di Manacora; Trabucco Furcichella; Torre e Spiaggia di Sfinale il cammino si snoda sulla linea di confine tra Peschici e Vieste ed attraverso incantevoli paesaggi naturali, boschi misti a Pino d'Aleppo e Macchia Mediterranea, ci si inoltra nell'interno per raggiungere il “Riparo Sottoroccia” di “Sfinalicchio”, un'area segnata da numerose ed importanti testimonianze archeologiche. Questo riparo sottoroccia risale alla fine del Paleolitico (12.000 / 11.000 anni fa) e reca incisioni singole e composizioni. Il tutto costituisce un'articolata espressione di graffiti riconosciuti come la migliore arte parietale in Puglia.

QUINTO GIORNO

Cammino dalla località “SFINALICCHIO” a VIESTE (Piazza Kennedy)
km.13,6 – Quota minima 0m. - Quota massima 34m. - Pendenza -0,1% - Ascesa 303m. - Discesa 316m. - Tempo di Percorrenza ore 4 e minuti 30 – Tempo per le soste ore 1 e minuti 30 – Tempo totale di percorrenza ore 6

In questo giorno prosegue la percorrenza dell'itinerario della “COSTA dei TRABUCCHI e delle TORRI di AVVISTAMENTO” con una più accentuata presenza di costa frastagliata ricca di grotte marine. Attraverso le Spiaggie di Sfinalicchio, Crovatico, Stretta e La Chianca si raggiunge il Parco Archeologico Necropoli Paleocristiana “La Salata”, Oasi Naturale gestito dalla Parrocchia “S.Giorgio” di Vieste. Questo piccolo paradiso dove storia, archeologia e natura sono in perfetto equilibrio, ospita più di 300 tombe Paleocristiane scavate interamente nella roccia. Gli archeologi hanno definito questa necropoli come la più maestosa e suggestiva, nel suo genere, dell'intero bacino Mediterraneo. La sorgente, che affiora da una grotta, presenta acque purissime dove si sono preservate, straordinariamente, alcune specie faunistiche tipiche delle zone umide costiere. Il laghetto, generato dalla confluenza tra la sorgente e l'acqua del mare, contribuisce a favorire la presenza di un meraviglioso orto botanico naturale. Ripreso il cammino si attraversa Spiaggia Scialmarino, Trabucco e Torre di Porticello, le Spiaggie di Molinella, Braico, Punta Lunga, Grotta dei Colombi, Dietro San Lorenzo, San Lorenzo e si giunge nella caratteristica ed incantevole cittadina di Vieste. Come altre città marinare anche Vieste fu spesso esposta ad attacchi provenienti dal mare. A memoria d'uomo gli episodi più funesti furono il saccheggio da parte dei Veneziani nel 1239 e quello da parte di Dragut Rais nel 1554.

SESTO GIORNO

da VIESTE alle ISOLE TREMITI (con motonave)

In questo giorno ci si imbarca a Vieste per giungere alle splendide Isole Tremiti, le perle dell'Adriatico. Giunti all' Isola San Nicola ci accingiamo ad effettuare il giro in barcone di tutto l'arcipelago per conoscere le splendide grotte marine, le incantevoli calette selvagge, il meraviglioso scenario marino e la statua sommersa di San Pio da Pietrelcina. Al termine della gita in barca visiteremo l' Isola San Nicola, cuore amministrativo delle isole, con la sua caratteristica fortezza, l'Abbazia di Santa Maria a Mare e l'antico penitenziario, già colonia penale nel 1783, luogo di confino di circa 1.300 libici nel 1911 e, in epoca fascista, dell'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il complesso abbaziale di Santa Maria a Mare (sec. XI) è molto suggestivo per la imponente complessità della sua struttura architettonica. Un meraviglioso mosaico tappezza il pavimento della navata centrale. Seguendo il nostro itinerario procederemo fino alla punta dell'sola immersi in una lussureggiante Macchia Mediterranea.

SETTIMO GIORNO

ISOLE TREMITI (mattina)

Le isole Tremiti sono definite, per la loro incantevole ed incontaminata bellezza, “le perle dell’Adriatico”. La storia delle isole è strettamente legata al mito di Diomede, uno dei celebri eroi Omerici che partecipò all’epica guerra di Troia. L’ eroe nel suo peregrinare nel mare Adriatico si fermò nella Daunia, dove fondò diversi centri, ma la sua vita ebbe fine nell’arcipelago delle Tremiti. La dea Venere trasformò i suoi compagni in uccelli: le Diomedee; uccelli, dalla grande apertura alare, che ogni primavera lasciano l’Africa Orientale per raggiungere l’Adriatico e nidificare sulle pareti a strapiombo della costa di queste isole. Il loro canto, particolarmente udibile nelle ore notturne, viene associato al lamento dei compagni di Diomede che piangono la perdita del loro eroe. Il nostro itinerario di visita oggi è dedicato alla conoscenza dell'Isola San Domino, in buona parte ricoperta da boschi di Pino d’Aleppo. Quest'isola, per la fertilità e spontaneità di fiori d’ogni forma e colore, era chiamata dai monaci Benedettini “Orto di paradiso”.

<< … non va dimenticata la dimensione storica delle isole. Ciò che consiglio è di fare una vacanza della conoscenza, per ricostruire la memoria storica dell'arcipelago, protagonista, nei secoli scorsi, di rilevanti avvenimenti storici. Queste isole sono così ricche di storia, di cultura e di leggende che vale la pena conoscerle per poterne godere a piene mani.>> (LUCIO DALLA, da un'intervista sul web, maggio 2002)

Nel pomeriggio è previsto l'imbarco su motonave per fare ritorno a Rodi Garganico.

OTTAVO GIORNO

Partenza da RODI GARGANICO per il ritorno a casa.

NOTE

Durante questo “cammino” ci ritaglieremo degli spazi per dedicarci ad attività sociali di “incontro” e “condivisione” con alcune realtà locali impegnate in attività non lucrative di utilità sociale. Nei vari paesi incontreremo :

PERSONALITA' LEGATE A QUESTI LUOGHI

RIFERIMENTI LETTERARI

DA VEDERE

DA ASCOLTARE

BAGAGLIO : “ZAINO IN SPALLA”

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TREKKING : “LE VIE DELLA FEDE”

Il Gargano, sin dalla fine del V secolo, è stato percorso incessantemente da numerosi Pellegrini diretti alla grotta dell’ Arcangelo Michele. Il Gargano mistico si caratterizzava con aspre tappe dense di altissima spiritualità Mariana e Francescana; i Pellegrini vivevano un cammino penitenziale fatto di sofferenza, ma anche di intensa gioia. Oggi è utile ripercorrere questi “cammini” per riscoprire sia l’ aspetto mistico che quello naturalistico.

PRIMO GIORNO
dalle ore 18,00 alle ore 19,00 ritrovo dei partecipanti presso la Stazione Ferrovie del Gargano di Apricena

SECONDO GIORNO
CAMMINO : dalla località “Ingarano” (Apricena) al Convento Maria SS. di Stignano (San Marco in Lamis) – km.19,9 – ELEVAZIONE : quota minima 148 m / quota massima 696 m / dislivello 548 m – pendenza 0,6% - ascesa 1.015 m / discesa 901 m – ore di cammino 6 – soste ore 1 minuti 30 – tempo totale di percorrenza ore 7 e minuti 30
Attraverso la località Ingarano il cammino ci conduce presso l’ antico insediamento di Castelsaraceno, meglio conosciuto con il nome di Castel Pagano. Il sito è ubicato alla sommità di un crinale (545 m.s.l.m.) che domina il sottostante Tavoliere delle Puglie ed è a guardia delle sottostanti vie di accesso al Gargano Mistico ( la Via Sacra Langobardorum, proveniente da Benevento, e la confluente Via Francesca,proveniente dalla litoranea Adriatica ). La fama di Castel Pagano è legata al periodo della dominazione Sveva. Ripreso il cammino si raggiunge il Convento di Stignano.

TERZO GIORNO
CAMMINO : dal Convento Maria SS. di Stignano (San Marco in Lamis) a San Giovanni Rotondo (Santuario San Pio) – km.19,7 – ELEVAZIONE : quota minima 270 m / quota massima 956 m / dislivello 686 m / pendenza 1,8% / ascesa 1.078 m / discesa 731 m – ore di cammino 6 – soste ore 1 minuti 30 – tempo totale di percorrenza ore 7 e minuti 30
Il Santuario di Stignano, di fatto, costituisce la porta settentrionale del Gargano mistico. Da questo luogo la Via Sacra Langobardorum entra nel vivo con una tappa densa di altissima spiritualità Mariana e Francescana. Stignano è il luogo da cui il pellegrino incomincia il suo vero cammino penitenziale fatto di sofferenza, ma anche di intensa gioia. Dopo Stignano si raggiunge l’ altro importante Convento Francescano di San Matteo che fu fondato dai Benedettini col nome di San Giovanni de Lama. L’ edificazione sulle pendici del Monte Celano rispondeva all' esigenza di accudire i pellegrini che dalla fine del sec. V incessantemente giungevano sul Gargano per dirigersi alla Grotta dell'Arcangelo Michele. Attraverso il Bosco della Difesa e dopo aver valicato il Monte Celano si giunge a San Giovanni Rotondo, cittadina famosa in tutto il mondo grazie a Padre Pio da Pietrelcina, il frate che con la sua fede ed il suo esempio ha costituito un punto fermo nella storia religiosa e civile del Gargano.

QUARTO GIORNO
CAMMINO : da San Giovanni Rotondo a Monte Sant’Angelo – km.23,6 – ELEVAZIONE : quota minima 471 m / quota massima 857 m / dislivello 386 m / pendenza 1% / ascesa 643 m / discesa 398 m – ore di cammino 6 e minuti 45 – soste ore 1 e minuti 30 – tempo totale di percorrenza ore 8 e minuti 15
San Giovanni Rotondo fu fondata nel 1095 sulle preesistenti rovine di un villaggio del IV secolo a.C.; in questo borgo era presente un battistero di forma circolare destinato al culto del Dio Giano ( IANUM ) e che in seguito fu consacrato a San Giovanni Battista. Da San Giovanni Rotondo (624 m.s.l.m.) il cammino lungo la Via Sacra Langobardorum si inoltra lungo l’ alveo di Sant’ Egidio (463 m.s.l.m., antico lago, ora prosciugato) la Valle della Fratta, Cassano (643 m.s.l.m.), Orefice (676 m.s.l.m.), Cima della Costa (827 m.s.l.m.) per giungere presso l’ antica chiesa di Madonna degli Angeli (863 m.s.l.m.), dopo una breve sosta ristoratrice si affronta l’ ultimo tratto di strada che conduce a Monte Sant’ Angelo (850 m.s.l.m.) cittadina, sito UNESCO, meta di antichi e recenti pellegrinaggi alla Grotta dell’ Arcangelo Michele.

QUINTO GIORNO (sosta, con escursione, a Monte Sant’Angelo)
ESCURSIONE : Monte Sant’Angelo (sito UNESCO) : “GLI EREMI DI PULSANO” – km.7,2 – ELEVAZIONE : quota minima 503 m / quota massima 773 m / dislivello 270 m / pendenza -0,2% / ascesa 450 m / discesa 461 m
Questa giornata è dedicata alla conoscenza della “Valle degli Eremi” di Pulsano. In questa valle, presumibilmente già in epoca Dauna (X – V secolo a.C.), inizia ad insediarsi una piccola comunità eremitica rifacentesi all’ insegnamento di S.Antonio. Questi eremi, alcuni ubicati in luoghi inaccessibili, erano costituiti da una semplice grotta o da piccole costruzioni solitarie su dirupi impervi. Spesso, per accedervi, gli eremiti si servivano di scale o di corde legate alle carrucole. Questi eremi costituiscono il cuore intimo di Pulsano e rappresentano una delle più forti manifestazioni religiose del monachesimo sul Gargano.

SESTO GIORNO
CAMMINO : da Monte Sant’Angelo a Monte Sacro – km.18,5 – ELEVAZIONE : quota minima 450 m / quota massima 855 / dislivello 405 m / pendenza -0,7% - ascesa 798 m / discesa 936 m – ore di cammino 5 minuti 30 – soste ore 1 e minuti 30 – tempo totale di percorrenza ore 7
La storia del culto di S. Michele sul Gargano è stata a noi tramandata dal Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano, redatto tra la fine del sec. VIII e gli inizi del IX. Da Monte Sant’ Angelo percorreremo il cammino dei Pellegrini di San Michele, interessante percorso dalla doppia valenza : naturalistica e religiosa. Attraverso Valle Carbonara, Piano Canale, Coppa La Monaca, Sferracavallo, Coppa Fusillo, Foresta Umbra ed il bosco di Vieste si snoda l’ antico tratturo che per secoli è stato utilizzato dai Pellegrini Micaelici e dai pastori. I primi lo utilizzavano per recarsi a Monte Sant’ Angelo per onorare San Michele ( 8 maggio e 29 settembre ), i secondi per raggiungere le periodiche fiere di bestiame. Partiti da Monte Sant’ Angelo (850 m.s.l.m.) si affronta la discesa di Valle Carbonara (442 m.s.l.m.) per poi affrontare la salita verso Puntone della Giumenta (610 m.s.l.m.) e dirigersi vero Masseria Giardino (631 m.s.l.m.), Masseria Rignanese (649 m.s.l.m.), Coppa la Monaca (688 m.s.l.m.), Sferracavallo (729 m.s.l.m.), Murgia Palena (713 m.s.l.m.) per giungere infine a Monte Sacro.

SETTIMO GIORNO
CAMMINO : da Monte Sacro a “San Salvatore” - km.16,5 – ELEVAZIONE : quota minima 358 m / quota massima 789 m / dislivello 431 m / pendenza -1,8% / ascesa 405 m / discesa 702 m – ore di cammino 4 minuti 45 – soste ore 1 e minuti 30 – tempo totale di percorrenza ore 6 e minuti 15
Partiti da Monte Sacro si percorre l’incantevole “sentiero delle Orchidee”, fiori dalle forme e colori meravigliosi. Delle circa 90 specie di orchidee selvatiche censite nella Regione Puglia ben 60 sono localizzate nel Parco Nazionale del Gargano, ed in questo contesto la zona di Mattinata è quella che ne è più ricca sia come presenza che come varietà. Ritornati a Murgia Palena il cammino prosegue per Piscina La Signora, Piano di San Martino, Iacotenente, Coppa Fusillo, Parco Simone, Sagro, Femminamorta, fino a giungere alla località “San Salvatore”. Si attraversa la parte meridionale della Foresta Umbra, secolare bosco di maestosi Faggi, ed il fitto e colorato Bosco di Sagro, ricco di di giganteschi Cerri.

OTTAVO GIORNO
CAMMINO : da “San Salvatore” a Vieste – km.10,8 – ELEVAZIONE : quota minima 11 m / quota massima 396 m / dislivello 385 m / pendenza -3,1% / ascesa 201 m / discesa 538 m - ore di cammino 3 – soste ore 1 e minuti 30 – tempo totale di percorrenza ore 4 e minuti 30
In questo ultimo giorno di cammino ci si inoltra nella località San Salvatore, un ambiente molto suggestivo per la presenza di “cutini” carsici, di caratteristiche lastre calcaree, di contorti ulivi secolari ed una estesa necropoli Dauna del VI-III sec.a.C. Di questa necropoli si hanno poche notizie perché non sono mai state effettuate ricerche storiche e campagne di scavi. In base ai corredi funerari, molto poveri, rinvenuti in questa località si ipotizza l’esistenza di un piccolo centro abitato i cui abitanti erano dediti prevalentemente alla pastorizia. Proseguendo il cammino l’ ambiente cambia ed attraverso estese pinete e zone di Macchia Mediterranea si apprezzano magnifici paesaggi naturalistici che abbracciano l’entroterra e la costa.

NONO GIORNO
partenza da Vieste per tornare alla propria residenza. Si parte da Vieste con autobus di linea per Foggia oppure per San Severo. Orari su www.sitasudtrasporti.it e www.ferroviedelgargano.com

BAGAGLIO : “ZAINO IN SPALLA”

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ITINERARIO : "BAIA DI CAMPI" - "PUGNOCHIUSO" (VIESTE)

Gli splendidi ricami di rocce che si susseguono lungo le meravigliose coste del Gargano danno vita a incantevoli baie. Le alte scogliere ricoperte da una lussureggiante vegetazione circondano le spiagge dorate inondandole di fragranze mediterranee. Le vaste pinete a Pino d’Aleppo e la Macchia Mediterranea colonizzano tutta la zona donandole un magnifico effetto cromatico sia nel periodo primaverile, con le belle fioriture di Lentisco e Fillirea, e sia nel periodo autunnale, con la fioritura dell’Erica ed i colori delle bacche di Lentisco e Fillirea. La spiaggia di “Baia di Campi” ha una forma pittoresca ed è protetta dallo “Scoglio di Campi”. E’ tutta circondata da pinete e campi coltivati con Ulivi, anche secolari. Questa baia è incastonata tra “L’Architiello” (caratteristico simbolo della costa di Vieste) e l’alta scogliera sovrastata da una torre di avvistamento. Stupenda è anche la spiaggia di “Pugnochiuso”, tutta ricoperta di ciottoli calcarei e racchiusa da due splendidi promontori. Il sentiero ha un andamento altimetrico piuttosto variabile, fatto di saliscendi che consentono di ammirare un panorama ed un mare blu intenso.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “BAIA DI CAMPI” - Strada Provinciale n.53, a 10,6 km. da Vieste
INIZIO PERCORSO : BAIA DI CAMPI / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.11
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : BOSCO DIFESA SAN MATTEO : "DOLINE, NEVIERE, PISCINE" (SAN MARCO IN LAMIS)

BOSCO DIFESA SAN MATTEO: in questo ecosistema è presente un meraviglioso sentiero didattico inserito in un bosco ceduo con interessanti comunità arboree a prevalenza di Cerro, Roverella, Càrpino. Qui è possibile apprezzare le caratteristiche formazioni calcaree tipiche del promontorio del Gargano (campi solcati, doline), vecchie mulattiere, “neviere” (depressioni naturali dove si conservava la neve che doveva tornare utile nel periodo estivo), e le caratteristiche “piscine” ( depressioni naturali che raccolgono l’ acqua piovana, utilizzate per saziare la sete delle Mucche Podoliche, dal loro latte si produce il “Caciocavallo Podolico”, presidio Slow Food). In primavera tutto il sottobosco si colora di magnifiche fioriture, con prevalenza di Orchidee spontanee, che donano magnifiche sensazioni sensoriali ed immergono il viaggiatore nelle atmosfere pittoriche degli Impressionisti.

PUNTO D’ INCONTRO : PIAZZALE DEL “CONVENTO SAN MATTEO” (San Marco in Lamis)
INIZIO PERCORSO : PIAZZALE CONVENTO SAN MATTEO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.6
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 3
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : BOSCO ISOLA : "DOVE IL LAGO S'INNAMORA DEL MARE" (LAGO DI LESINA)

Bosco Isola, Sito di Importanza Comunitaria (direttiva 92/43/CEE “HABITAT” – salvaguardia della biodiversità mediante conservazione degli habitat naturali) nonché Zona di Protezione Speciale (direttiva 79/409/CEE “UCCELLI” – territori idonei alla conservazione degli uccelli selvatici), è un gioiello della natura inserito nel tombolo di sabbia che divide la Laguna di Lesina dal mare. Qui si può apprezzare una splendida testimonianza della Macchia Mediterranea: boschi di Leccio e Pino misti a Carpino e Olmo; gli odorosi Alloro, Mirto, Rosmarino; le vaste distese di Cisto ed Eriche contrappuntate alle macchie di Ginepri ed Olivastri. In questo scrigno prezioso è custodita la specie botanica endemica della Laguna: il rarissimo “Cisto di Clusio”.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “CANALE ACQUAROTTA” (Lago di Lesina)
INIZIO PERCORSO : CANALE ACQUAROTTA / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.10
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 4
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : BOSCO QUARTO : "IL CUORE VERDE DEL GARGANO" (MONTE SANT'ANGELO)

Il percorso inizia presso la località “Piana dell’ Incudine” (527 m.s.l.m.) ed attraverso la Masseria Santa Maria (658 m.s.l.m.), Coppa dell’ Elci (752 m.s.l.m.), Cima Cavolecchia (785 m.s.l.m.) si raggiunge Coppa del Giglio (752 m.s.l.m.) sede di un’ antica Caserma Forestale, ora ristrutturata e sede di un punto ristoro. Da qui il percorso continua, disegnando un ipotetico anello, fino a raggiungere il punto di partenza. La passeggiata si svolge interamente immersi in un bosco d’ alto fusto con prevalenza di Cerro (Quercus cerris), albero che può raggiungere i 30 / 35 metri di altezza, dotato di una chioma densa e allungata ( che regala ombra e frescura al viandante ) e di un tronco diritto. Il sottobosco, ricco di colori e di variegate essenze, presenta una generale prevalenza di Agrifoglio (Ilex aquifolium) arbusto alto fino a 3 metri che presenta tronco dritto e rami ad andamento più o meno orizzontale. Questo arbusto regala meravigliose sensazioni visive soprattutto nei periodi di fioritura ( aprile – maggio ) e di maturazione dei frutti ( dicembre – febbraio ), drupe di un colore rosso vivace che crea efficaci contrasti con il colore verde delle foglie. Nel periodo autunnale tutto il bosco, coprendosi di colori con una gamma che va dal giallo all’ ocra ed accompagnato dal suono del lieve fruscio del vento, regala meravigliosi scenari emozionali e sensoriali che meritano di essere vissuti. Nel periodo estivo è il luogo ideale per coloro che mirano a rilassarsi ed a cercare frescura. Camminando all’ ombra di questi alberi secolari si può capire che sul Gargano oltre al mare c’è altro, molto altro da scoprire; è un territorio con una grande varietà di paesaggi e di emozioni !

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “PIANA DELL’INCUDINE”, Strada Provinciale n.43 da San Giovanni Rotondo a Cagnano Varano
INIZIO PERCORSO : PIANA DELL’INCUDINE / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.14
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : “BOSCO SPIGNO” (MONTE SANT’ANGELO)

Caratteristico itinerario in cui viene risaltata tutta la bellezza di Bosco Quarto e Bosco Spigno, immersi nella orografia carsica del Promontorio Garganico, con le sue affascinanti “doline” e le bellissime Orchidee selvatiche. Recentissimi avvistamenti ( e rinvenimenti di carcasse di animali morti ) confermano la frequentazione del sito da parte del Lupo appenninico, il quale dopo tanto tempo utilizzando i corridoi ecologici che collegano i Monti Dauni al Promontorio del Gargano è tornato a colonizzare questi territori. La cerreta si interseca con la faggeta e regala al viandante meravigliose tonalità di colori ed effluvi di odori. Nella fresca e fertile Valle Ragusa vegeta una fra le più belle fustaie di cerro di Bosco Quarto, che conferisce notevole pregio a questo tipo di formazione. Nella cerreta si inserisce il Càrpino bianco, le due specie sono rappresentate da splendidi esemplari secolari di dimensioni ragguardevoli, avvolti da vitalba ed edera che sono il rifugio ideale di una moltitudine di uccelli. Qualche grossa pianta di Càrpino mostra i segni di un ripetuto taglio “a capitozza”, potatura che si praticava in passato, molto probabilmente per il fabbisogno di “frasca per il bestiame” e per ricavare legna da ardere.

PUNTO D’ INCONTRO : “CASA PEZZENTE”, STRADA PROVINCIALE n.50/bis per CARPINO—BACHECA DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO
INIZIO PERCORSO : CASA PEZZENTE / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.14
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO :CASTEL PAGANO : “FEDERICO II DI SVEVIA ED I LUOGHI DI CACCIA” (APRICENA)

L’ antico insediamento di Castelsaraceno, meglio conosciuto con il nome di Castel Pagano, è legato storicamente alla Domus Precina. E’ ubicato alla sommità di un crinale (545 m.s.l.m.) che domina il sottostante Tavoliere delle Puglie ed è a guardia delle sottostanti vie di accesso al Gargano Mistico ( la Via Sacra Langobardorum, proveniente da Benevento, e la confluente Via Francesca, proveniente dalla litoranea Adriatica). La fama di Castel Pagano è legata al periodo della dominazione Sveva, quando nel 1223 l’ Imperatore Federico II ripopolò il sito con l’ immissione di Saraceni provenienti dalla Sicilia ottimizzando l’ organizzazione sociale e produttiva degli stessi con l’ ubicazione strategica della Rocca. Nel periodo “post-unitario” l’ asperità dei monti circostanti e la presenza di alcune grotte hanno reso la zona luogo ideale per il rifugio dei Briganti. Il sito, compreso nel Parco Nazionale del Gargano, allo stato attuale conserva ciò che resta dell’ antico bosco di latifoglie ( prevalenza di Cerro, Roverella, Leccio, Acero Campestre, Olmo Campestre ) oltre che delle ottime, e significative, colonie di Inula Candida (specie botanica protetta, che insieme alla Primula Garganica caratterizza tutto il promontorio). La totale assenza di attività umane permette la frequentazione del sito a molti rapaci diurni e notturni, segno palese che la rete alimentare ( produttori, consumatori del primo, secondo e terzo ordine) dell’intero ecosistema conserva inalterato il suo equilibrio. Dalla sommità del sito si può godere di un paesaggio straordinario e caratteristico in cui viene esaltato il contrasto Tavoliere – Monti della Daunia.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “SAMBUCHELLO”, Strada Provinciale n.48 (a circa 4 km dall’abitato di San Marco in Lamis)
INIZIO PERCORSO : SAMBUCHELLO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km. 15
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO :“CHIESA RUPESTRE OGNISSANTI” (da MONTE SANT’ANGELO a “MACCHIA”)

Questo percorso si svolge su un sentiero allo scoperto, molto panoramico in quanto attraversa uno tra i più interessanti paesaggi rupestri del Gargano, plasmati dall'attività secolare dell'uomo. Lungo il percorso si rinvengono terrazzamenti in buono stato di conservazione, antiche cave di tufo, piccoli vani scavati nella roccia ed insediamenti ipogei. Fra questi ultimi il più interessante è rappresentato dalla chiesa rupestre “Ognissanti” scavata nella roccia sul costone destro della Valle Scannamugliéra. Nel IX secolo intorno alla chiesa gli abitanti della sottostante pianura dettero vita ad un agglomerato civile. Infatti tutto intorno si possono osservare abitazioni scavate nella roccia, fornite di focolare e collegate le une alle altre, ai diversi livelli di piano, da viottoli e scalinate incavate nel banco roccioso. A testimonianza di ciò si possono osservare i servizi comuni come le cisterne, i luoghi di riunione, i recinti per gli animali, i torchi, i forni. Da questo punto sono visibili i profondi valloni che degradano dalla montagna al mare ed i loro versanti sono ricoperti in modo discontinuo da latifoglie a prevalenza di Leccio, con significative presenze di Orniello. Alcune zone presentano rimboschimenti di Conifere ed una estesa Macchia Mediterranea. Lo sguardo può spaziare su un’ampia e suggestiva visuale che abbraccia il Golfo di Manfredonia, il Tavoliere delle Puglie e gran parte del Sub-Appennino Dauno. In tutte le zone circostanti è possibile apprezzare le ingegnose opere di regimentazione delle acque e di terrazzamenti realizzati dai contadini dediti ad un’agricoltura di sussistenza.

PUNTO D’ INCONTRO :
MONTE SANT’ANGELO, Via Sant’Antonio, sede Parco Nazionale del Gargano
INIZIO PERCORSO : MONTE SANT’ANGELO / FINE PERCORSO : FRAZIONE “MACCHIA”
LUNGHEZZA PERCORSO : km.5
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 2 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO :“FONTE CANNETO e CHIESA SANTA MARIA PURA” (da RODI GARGANICO a VICO DEL GARGANO)

Questo itinerario valorizza alcuni elementi tipici del paesaggio garganico : chiese, fonti, oasi agrumarie, uliveti, gole ripide e boscose, pinete. Attraversate fitte pinete, coltivi di ulivi ed agrumi si raggiunge la Fonte Canneto, alimentata dal torrente Asciatizzi, le cui acque sfociano nel Mare Adriatico in località “Molino di mare”. Il sentiero prosegue raggiungendo la sommità di Monte Nicola (375 m.s.l.m.) da dove lo sguardo spazia su panorami incantevoli. Da questo luogo si prosegue ed attraverso l'antico Tratturo “Chianche lisce” si raggiunge la chiesa di Santa Maria Pura. Nell’ampio spazio sottostante la Chiesa troviamo una fontana, la cosiddetta “Fontana Vecchia”, le cui acque si snodano fino a raccogliersi in una grande vasca monumentale datata 1885.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “MOLINO DI MARE”, Lungomare di Rodi Garganico
INIZIO PERCORSO : MOLINO DI MARE / FINE PERCORSO : VICO DEL GARGANO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.8,5
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 4
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : dalla località “PARCHETTO” a PESCHICI (Valle Clavia)

L'itinerario si sviluppa sul crinale di una dorsale interposta fra Vico del Gargano e Peschici. All'inizio del percorso si ha un'ampia vista panoramica sulla Valle Santiago e l'abitato di Vico del Gargano a sinistra, mentre a destra si notano Peschici e il mare. La zona attraversata era un tempo ricoperta da estesi boschi di Pino d'Aleppo, questi lembi di pinete adulte insieme a querceti misti si ritrovano nella valle che decorre a destra. Un grave limite alla ricostituzione di queste pinete è ora rappresentato dal pascolamento: nonostante la presenza di recinzioni e di divieti, le giovani piante di Pino risultano gravemente danneggiate dal morso delle capre. Sul territorio si notano masserie sparse, ampie superfici incolte, in parte rimboschite negli ultimi anni, e modesti appezzamenti a coltura specializzata (soprattutto vite). L'olivo si osserva sulle pendici sottostanti l'abitato di Vico con oliveti che cingono a corona le dimore urbane, in ossequio ad una tipologia ricorrente nel paesaggio del Gargano. Le pinete un tempo rappresentavano un'importante fonte di reddito grazie anche all'attività estrattiva della resina. Il tratto costiero si presenta fra i più aspri e suggestivi del Gargano, essendo rappresentato da profonde insenature circondate da ripide scogliere.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “IL PARCHETTO”, S.S.n.528 -km.14,500
INIZIO PERCORSO : IL PARCHETTO / FINE PERCORSO : PESCHICI (Valle Clavia)
LUNGHEZZA PERCORSO : km.11
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 4 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : “EREMI DI VALLE SAN MARTINO” (MONTE SANT’ANGELO)

L'eremo è un luogo di difficile accesso dove uno o più individui si ritirano escludendosi volontariamente dalla società per condurre una vita dipreghiera. Agli inizi del Cristianesimo (III-IV secolo) l'eremo è costituito da un rifugio nel deserto, unagrotta o un riparo di fortuna. Nei dintorni dell’Abbazia di Pulsano sono localizzati degli eremi, alcuni di loro sono ubicati su luoghi davvero inaccessibili. In qualche caso sono costituiti da una semplice grotta, lungo la parete scoscesa del fianco del vallone, in altri invece da piccole costruzioni solitarie su dirupi impervi. Gli eremiti che abitavano queste celle erano senz’altro in comunicazione tra di loro, dal momento che alcuni di questi eremitaggi erano dedicati alla vita comunitaria (di culto e di abitazione) e al lavoro collettivo (un eremo è stato persino adibito amulino); inoltre i vari eremi sono collegati da una rete viaria di sentieri e scalinate, nonché da una vera e propria “rete idrica” di canali scavati nella roccia per convogliare le acque in cisterne, terrazzamenti e singole celle. Dunque possiamo immaginare una sorta di villaggio decentrato che rispecchiava la comunità eremitica nata in Egitto intorno a S. Antonio Abate, il padre dei monaci. Non è dato sapere con esattezza, allo stato attuale degli studi, in quale periodo gli eremi fossero abitati ma si può affermare che furono abbandonati non prima dell’era moderna. Il sentiero per accedere a gran parte di questi eremi è molto sconnesso soprattutto nell’attraversamento di un tratto del fondo valle con numerosi massi affioranti. Il sudore e la fatica sopportata durante l’escursione sono abbondantemente ripagate da uno splendido panorama sul Golfo di Manfredonia e sui boschi interni, oltre che da una consapevole ammirazione per l’ingegnosità delle strutture realizzate.

PUNTO D’ INCONTRO : MONTE SANT’ANGELO , Via per l’Abbazia di Pulsano
INIZIO PERCORSO : MONTE SANT’ANGELO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.7,5
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 4 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : E = Escursionistico (itinerari che si svolgono su sentieri o su tracce, generalmente segnati, anche lunghi, con tratti anche esposti, ma ben protetti o assicurati con funi corrimano. Sono percorsi che richiedono già un minimo di esperienza ed allenamento)

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ITINERARIO :FOCE FIUME FORTORE : “LA SOSTA DEL POPOLO MIGRATORE” (SERRACAPRIOLA)

Questo Sito di Importanza Comunitaria costituisce un habitat tipico della fascia costiera Mediterranea con importanti formazioni dunali a Ginepri ed una rara formazione boschiva igrofila grazie alla presenza delle “Fantine”. “Fantina” è un termine locale che viene utilizzato per definire le depressioni dunali umide e periodicamente inondate sia per l’ affioramento della falda freatica sia per gli apporti idrici dei periodi piovosi. La vegetazione di questi ambienti è caratterizzata da comunità adattate a vivere parzialmente sommerse e costituite da specie radicate in suoli fangosi-melmosi. La visita permette di cogliere tutte le peculiarità legate ai colori ed ai profumi delle varie specie vegetali presenti (Macchia mediterranea, Pino d’Aleppo). La zona è interessata da una delle grandi direttrici migratorie ed è frequentata da Airone Cinerino, Garzetta, Cormorano, Airone Bianco e vari rapaci diurni. In questi anni il Fortore è stato interessato da un progetto LIFE NATURA per la rinaturalizzazione del suo corso e per la salvaguardia degli ecosistemi.

PUNTO D’ INCONTRO :
LOCALITA’ “TORRE FORTORE”, Marina di Lesina
INIZIO PERCORSO : TORRE FORTORE / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.10
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 4 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T
= Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO :“FORESTA UMBRA”

La Foresta Umbra costituisce il residuo della primigenia e millenaria selva ( Nemus Garganicum ) del promontorio del Gargano. Per alcuni il nome Umbra deriverebbe da antiche popolazioni di Umbri (una tribù preistorica del ramo Celtico) abitanti della foresta che erano dediti a scorribande e ruberie nei luoghi più bassi e fertili del promontorio a danno dei pastori nomadi; per altri, più semplicemente, il nome "umbra" deriverebbe dal latino e significa “cupa, ombrosa” ( come era allora e come lo è ancora oggi ). Questa foresta è una tra le più estese formazioni di latifoglie d’ Italia, ed una delle più grandi d’Europa. Essa ha una superficie di circa 10.500 ettari ed occupa la parte nord orientale del Promontorio del Gargano ad altitudini che dagli 832 m.s.l.m di Monte Iacotenente scende fino ai 165 m.s.l.m. nella zona di Caritate. Già verso i 300 metri comincia ad essere presente il Faggio (Fagus silvatica) che, salendo verso le quote più alte, si addensa per dar vita ad una delle più belle faggete italiane. E' una presenza che può sorprendere, in una regione così meridionale ed a quote relativamente tanto basse, perché questo maestoso albero è una delle piante più caratteristiche del cosiddetto “piano montano”, occupando una zona immediatamente superiore a quella delle querce e del castagno, fino a 1.800-2.000 metri di altitudine. La sua presenza indica proprio la peculiarità climatica dell' intero promontorio che, specie nella metà orientale, fruisce di un clima umido con inverno fresco e precipitazioni elevate. L’ insieme di tali fattori ha determinato l’ attribuzione del termine “faggeta depressa” all’ intero complesso forestale. La Foresta Umbra vera e propria (5.500 ettari), costituisce, per merito soprattutto di un'intelligente Amministrazione Forestale, un caso davvero esemplare di conservazione, gestione e attrezzatura per uso turistico d'un bene naturale; qui sono stati compiuti i primi "esperimenti" protezionistici dal Corpo Forestale dello Stato (ex ASFD) a partire dal 1886. Punto informativo della foresta è il Centro Visitatori con annesso il Museo Naturalistico nel quale sono allestite diverse sezioni : una dedicata alla flora; una dedicata all’ archeologia (con esposizione di una serie di manufatti risalenti al paleolitico ed al neolitico); una dedicata alla fauna del Gargano, con più di 200 animali impagliati. Vicino al centro è stata ricostruita fedelmente la casa di un taglialegna. Inoltre il Corpo Forestale dello Stato ha realizzato un' oasi faunistica con Daini e Mufloni. Nella Foresta Umbra accanto alle finalità protettive sono state potenziate anche le finalità educative e didattiche, organizzando e tenendo in particolare considerazione le visite studentesche.

ITINERARI

ITINERARIO NATURALISTICO : “FORESTA UMBRA : IL CUORE VERDE DEL GARGANO;
dalla località “BARACCONI” alla località “CARITATE”
LUNGHEZZA DEL PERCORSO : km. 12,00
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5 (
n.b. : il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
GRADO DI DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

ITINERARIO NATURALISTICO: “FORESTA UMBRA : LA RISERVA BIOGENETICA
da “VILLAGGIO UMBRA” a “VILLAGGIO UMBRA”
(percorso ad anello)
LUNGHEZZA DEL PERCORSO : km. 14,00
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5 e minuti 30 (
n.b. : il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica) GRADO DI DIFFICOLTA’ : T = Turistico

ITINERARIO NATURALISTICO : “ FORESTA UMBRA : IL TRITONE ITALICO”
dalla località “CASERMA SFILZI” alla località “BARACCONI”

LUNGHEZZA PERCORSO : km. 18,00
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 7
(n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica).
GRADO DI DIFFICOLTA’
: T = Turistico

ITINERARIO NATURALISTICO : “FORESTA UMBRA E SENTIERO DELLE ORCHIDEE”

dalla località “COPPA DEL SACRAMENTO” alla località “MASSERIA RIGNANESE”

LUNGHEZZA DEL PERCORSO : km.16,8
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 7 (
n.b. : il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T =
turistico

ITINERARIO NATURALISTICO: “FORESTA UMBRA : IL LAGO E LA FORESTA
da “LAGO D’UMBRA” a “LAGO D’UMBRA” (percorso ad anello)
LUNGHEZZA DEL PERCORSO : km. 5,2
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 3
(n.b. : il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
GRADO DI DIFFICOLTA’ : T = Turistico

ITINERARIO NATURALISTICO : “FORESTA UMBRA : LE FONTI DELLA FORESTA”
“FONTE DEL CARPINO” (percorso ad anello)
LUNGHEZZA DEL PERCORSO : km.7,5
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 3 (
n.b. : il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T =
turistico

ITINERARIO NATURALISTICO : “FORESTA UMBRA : LE CASERME FORESTALI”
da “LAGO D’UMBRA” a “CARITATE” (attraverso Ginestra Superiore e Ginestra Inferiore)
LUNGHEZZA DEL PERCORSO : km. 24
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 9 (
n.b. : il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico

PUNTO D’ INCONTRO : FORESTA UMBRA


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ITINERARIO : LAGO DI LESINA : “IL POPOLO MIGRATORE”

Interessante percorso che si sviluppa interamente lungo l'argine della sacca orientale del lago di Lesina. Camminando, silenziosamente, tra un fitto canneto avremo la possibilità di avvistare una variegata avifauna composta principalmente da Airone bianco maggiore, Airone cenerino, Folaga, Svasso, Cormorano, Garzetta, Falco di palude, Germano, Canapiglia, ecc... Il lago di Lesina è ubicato lungo un' importante direttrice migratoria e per questo motivo diventa un luogo di sosta per il “popolo migratore”. Per questo motivo la sacca orientale è stata inserita nella “Zona A” del Parco Nazionale del Gargano. Con molto rispetto ed attenzione a non disturbare l'avifauna percorreremo questo sentiero fino a raggiungere l'osservatorio ornitologico predisposto dal Corpo Forestale dello Stato.

PUNTO D’ INCONTRO : TORRE MILETO - INCROCIO FRA LE STRADE PROVINCIALI n.40 E n.41—bacheca del Parco Naz.le del Gargano
INIZIO PERCORSO : IDROVORA LAURO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.8,8
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 4 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T
= Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : LAGO DI VARANO : “NATURA & FEDE”

Il lago di Varano è, in realtà, una laguna scavata nella massa calcarea Garganica tra il promontorio di Monte d’ Elio e la punta di Rodi Garganico. La profondità delle acque varia da 2 a circa 5 metri. Il lago è alimentato da due sorgenti sotterranee e comunica con il mare Adriatico tramite due canali: Varano e Capojale. Nel I secolo a.c. secondo la documentazione di Plinio il Vecchio al posto dell'attuale lago esisteva solo un'insenatura definita “Seno Uriano”. La formazione di un cordone litoraneo, avvenuta ad opera delle correnti marine e dai detriti trasportati dai fiumi, ha chiuso quest'insenatura marina facendo nascere in tal modo il "lago" di Varano. L' avifauna è quella tipica delle zone umide : Cormorano, Svasso Maggiore, Smergo, Folaga, Moretta Grigia, Airone Cenerino, Airone Rosso, Garzetta, Airone Bianco Maggiore, Cavaliere d’ Italia. La flora acquatica comprende le Ninfee Comuni e Canne di Palude. Sulla terraferma intorno al lago, prevale la Macchia Mediterranea. Sulle rive del lago è ubicata la Chiesa del “Crocifisso”. Antichi documenti ci fanno conoscere l'esistenza di un Crocifisso miracoloso che viene portato in processione in occasione di pubbliche calamità, e specialmente quando i raccolti sono in pericolo per la siccità o per il gelo. La devozione al Crocifisso nel tempo si consolidò e divenne patrimonio di Ischitella e dei paesi vicini, in particolare di Cagnano Varano e di Carpino. Il Crocifisso di Varano è una bella opera databile, secondo gli esperti, tra la seconda metà del sec. XIII e la prima metà del XIV. Sulle rive del lago è anche localizzata la caratteristica “Grotta di San Michele”, meta di antichi e recenti pellegrinaggi di tutte le genti garganiche.

PUNTO D’ INCONTRO :
MUNICIPIO DI CAGNANO VARANO
INIZIO PERCORSO : CAGNANO VARANO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.10
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 4 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T
= Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : MONTE CALVO : “LA VETTA DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO” (SAN GIOVANNI ROTONDO)

Il percorso inizia dall’ interessante Bosco Quarto, località Canale del Conte (747 m.s.l.m.) ed attraverso Caserma Forestale (840 m.s.l.m.) Coppa d’ Incero (punto trigonometrico e panoramico a 924 m.s.l.m.) e Monte Calvello (949 m.s.l.m.) si raggiunge Monte Calvo (1065 m.s.l.m.), vetta del Parco Nazionale del Gargano. Il sito costituisce la centralità territoriale, sotto l’ aspetto geomorfologico, dei caratteristici fenomeni carsici di superficie ( doline e campi solcati ) che hanno reso famoso il Promontorio. La densità territoriale di questi fenomeni raggiunge una presenza di 80 doline per kmq. Lungo i crinali della montagna si possono osservare variegate colonie vegetazionali erbacee che si sono perfettamente adattate a resistere all’ impetuosità del vento. Sulla vetta l’ assenza di vegetazione arborea permette di spaziare con lo sguardo a 360 gradi lungo tutto il Promontorio, il sottostante Tavoliere delle Puglie, il Lago di Varano, il Mare Adriatico, il Golfo di Manfredonia, il Vulture e, nelle giornate con cielo terso, le Isole Croate. Una magnifica visione paesaggistica da conservare nel proprio scrigno emozionale. In alcuni momenti della giornata è possibile assistere alle spettacolari evoluzioni aeree dei rapaci che hanno eletto il sito a loro zona di caccia. Il Bosco Quarto è un’ interessante polmone verde allevato ad alto fusto, con prevalenza di Querce (Cerro e Roverella) e dove un tempo venivano applicati gli usi civici.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “CANALE DEL CONTE”, Strada Provinciale n.43 (San Giovanni Rotondo/Cagnano Varano)
INIZIO PERCORSO : CANALE DEL CONTE / FINE PERCORSO : PONTE L’AMARENA
LUNGHEZZA PERCORSO : km.16
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica) DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : MONTE CASTELLANA : “I PANORAMI DEL GARGANO” (SAN GIOVANNI ROTONDO)

Questo itinerario attraversa un ambiente aperto e destinato a pascolo, con diffusa presenza di doline invase da felceti. Sul crinale si procede fra pascoli ricoperti da una rada e stentata copertura di Roverella in forma arbustiva. A sud ampio panorama sugli ultimi contrafforti del promontorio che degradano verso il Tavoliere, con il suo tipico paesaggio agrario caratterizzato da appezzamenti di forma geometrica e di colore differente a seconda della coltura in atto.In alcune doline rinvenibili lungo il percorso è interessante notare la presenza del Pioppo tremulo, pianta che indica un microambiente più umido. Nelle giornate più limpide si possono scorgere all'orizzonte le Isole Tremiti. Più avanti, lungo l'itinerario, è possibile osservare dall'alto il Pantano di Sant’ Egidio, alveo di un lago prosciugato fin dal secolo scorso: esso è l'unico esempio di bacino carsico rinvenibile nel Gargano. Sullo sfondo è visibile l'abitato di Monte Sant’Angelo.

PUNTO D’ INCONTRO : PIAZZALE CONVENTO DELLE CLARISSE, Via Valle Scura—San Giovanni Rotondo
INIZIO PERCORSO : CONVENTO DELLE CLARISSE / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.12
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : MONTE CIVITA : “LA MONTAGNA SUL MARE” (ISCHITELLA)

Monte Civita è una località di grande interesse archeologico e storico su cui tutte le civiltà del passato hanno lasciato tracce notevoli dalla Preistoria fino all'alto Medioevo. Sui fianchi della montagna si estende una vasta necropoli con tombe definite a "bisaccia" , del tipo rinvenute a Monte Saraceno, a Monte Tabor e in altre località del Gargano. Sulla base dei pochi reperti esaminati la necropoli risalirebbe a un periodo compreso tra il V e il IV secolo a.C. In queste tombe, che hanno una lunghezza massima che va dai 100 ai 140 cm circa, l'inumato poteva essere collocato solo in una posizione "fetale", cioè rannicchiato poggiante sui talloni. Il Corrain che ha studiato il materiale osteologico rinvenuto, ha ricavato la statura di due inumati di sesso maschile che è risultata di ben 166,9 cm. Si pensa ad una presenza di Sanniti, (ipotesi irrobustita dal ritrovamento della testa di una statua con elmo militare) e, seppur con cautela, alla presenza di guerrieri Etruschi, con un apparato scheletrico di gran lunga superiore alla media rispetto ai Dauni, che confermerebbe la tesi. Ma si tratta pur sempre di prime ipotesi, come quella riguardante il ritrovamento di armi al di fuori della tomba, motivo per ritenere gli stessi bottino di guerra. E' possibile che le tombe servissero per più sepolture successive. Il corredo rinvenuto in una di esse, recuperato e studiato,è apparso estremamente interessante e indicativo di rapporti culturali con l'altra sponda dell'Adriatico. Esso è costituito da fibule, collane, ambre, ceramiche. Nel corso di lavori agricoli nella zona sono affiorati resti di muri. Un occhio attento può notare una demarcazione netta che circonda la sommità del colle e che farebbe pensare a resti interrati di una cinta muraria. E' significativo il fatto che una zona del presunto perimetro murario conserva il toponimo di Muraglia.

PUNTO D’ INCONTRO :
ISCHITELLA, Piazzale San Francesco
INIZIO PERCORSO : ISCHITELLA / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.16
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : MONTE SACRO : “IL SENTIERO DELLE ORCHIDEE” (MATTINATA)

Incantevole percorso naturalistico che di sviluppa lungo il “Sentiero delle Orchidee spontanee” fino a raggiungere Monte Sacro (metri 852 s.l.m.) noto per i ruderi dell’Abbazia Benedettina “SS. Trinita’” risalente al secolo XI . Le imponenti rovine dell’ Abbazia si estendono su un’ area di circa 6.500 mq., nascoste da una fitta vegetazione. L’ insediamento Benedettino è menzionato per la prima volta in una Bolla Papale di Stefano IX del 1058. Nella metà del XII secolo l’ Abbazia di Monte Sacro annoverava possessi in quasi tutto il Gargano e nei maggiori centri portuali Pugliesi sino a Bari. Nel 1481 l’ Abbazia diventa pressoché deserta e nel 1600 le sue mura erano già abbandonate ad un’ inarrestabile processo di distruzione. Delle circa 90 specie di Orchidee spontanee censite nella Regione Puglia ben 60 sono localizzate nel Parco Nazionale del Gargano, ed in questo contesto la zona di Mattinata è quella che ne è più ricca sia come presenza che come varietà.

PUNTO D’ INCONTRO :
LOCALITA’ “STINCO”, Mattinata
INIZIO PERCORSO : LOCALITA’ STINCO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.7
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 3 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : MONTE SPIGNO : “IL REGNO DEL LUPO APPENNINICO” (MONTE SANT’ANGELO)

Caratteristico itinerario in cui viene risaltata tutta la bellezza carsica del promontorio Garganico, con le sue affascinanti “doline” e le bellissime Orchidee selvatiche. Partendo da Casa Salcuni (768 m.s.l.m.) si attraversa tutto il Piano della Castagna (da 768 m.s.l.m. a 941 m.s.l.m., areale del Lupo Appenninico) e passando per Monte Croce (985 m.s.l.m.) si raggiunge Monte Spigno ( 1008 m.s.l.m.). La montagna ricade nel territorio del Comune di Monte Sant’ Angelo ed insieme a Monte Calvo e Monte Nero costituisce l’ importante dorsale montuosa che divide la vasta pianura alluvionale del Tavoliere dalla parte interna del Promontorio del Gargano. La parte più alta di Monte Spigno è caratterizzata dalla presenza diffusa di fenomeni carsici superficiali, rappresentati in particolare da estesi esempi di “Campi Solcati” e da numerosissime “Doline”. La vegetazione è quella del bosco di latifoglie miste nel quale dominano soprattutto il Cerro e, nelle porzioni più elevate, il Faggio. Sulla dorsale della vetta il paesaggio è quello del pascolo alternato a isolati giganti arborei di Cerro e Acero. Non mancano esemplari isolati di Leccio, che diventa specie dominante su tutto il versante esposto a sud. Sul fondo delle doline si estendono vasti felceti.La scarsa presenza dell’uomo, la vastità dei boschi ancora presenti e un ambiente ancora abbastanza integro consentono la presenza di una fauna interessante, seppure meno ricca di quella riscontrabile nella Foresta Umbra. Tra i mammiferi si citano il Lupo Appenninico (giunto naturalmente in questi luoghi dai Monti Dauni e dall’ Appennino Campano, utilizzando i numerosi “corridoi ecologici” esistenti lungo i corsi fluviali dell’ Alto Tavoliere), il Gatto selvatico, la Martora, il Tasso e il Cinghiale; tra gli uccelli le sei specie di Picchi presenti nel Gargano (tra cui il raro Picchio dorsobianco) e numerose specie di rapaci, diurni e notturni. Tra i grandi assenti va ricordato invece il Capriolo Garganico, probabilmente a causa della caccia negli anni passati e di cui è possibile un ritorno una volta venute meno le cause principali di minaccia. Il Bosco Spigno costituisce la traccia dell’antico Nemus Garganicus, la foresta che sino ai primi anni del 1800 ricopriva una vasta parte del Gargano, senza soluzione di continuità con l’area della Foresta Umbra. La posizione di questi boschi ne fa un importante snodo delle storiche vie di Pellegrini, viandanti e pastori provenienti dal versante settentrionale e occidentale del Gargano; i tratturi storici sono invece l’elemento di connessione di questi boschi con i valloni del versante meridionale. Dalla vetta, nelle giornate con cielo particolarmente terso, lo sguardo arriva ad abbracciare il Mare Adriatico fino alle isole Croate.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “CASA SALCUNI”, S.S.n.528
INIZIO PERCORSO : CASA SALCUNI / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.15
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T
= Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : MONTENERO: “IL CARSISMO DEL GARGANO” (SAN GIOVANNI ROTONDO/SAN MARCO IN LAMIS)

L' itinerario decorre in una densa cerreta consociata principalmente a Càrpino nero e Acero opalo. Man mano che si sale di quota, verso nord/ovest, si apre una spettacolare visuale. Nel complesso le pendici si presentano piuttosto acclivi e ricoperte da una fitta vegetazione forestale; evidentemente la morfologia molto accidentata ha impedito l'esercizio del pascolo. Le radure sono invece a morfologia più dolce, perché ricadono nelle zone sommitali di altopiano. Sempre in direzione nord/ovest, all'orizzonte, si possono osservare le caratteristiche pendici che ospitano l'abitato di Rignano Garganico. Nella zona c’è una diffusa presenza di doline carsiche, che attualmente sono invase da fitte felci mentre in un tempo non molto lontano venivano coltivate.

PUNTO D’ INCONTRO : PIAZZALE CONVENTO DELLE CLARISSE, Via Valle Scura—San Giovanni Rotondo
INIZIO PERCORSO : CONVENTO DELLE CLARISSE / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.12
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : TORRENTE ROMANDATO : IL CANYON DEL GARGANO (ISCHITELLA)

Interessante percorso che si sviluppa interamente nel letto, ora prosciugato, di un antico fiume. La caratteristica peculiare del Torrente Romandato è quella di aver creato con la sua forza erosiva, nel corso di millenni, un bellissimo “Canyon”. Percorrendo questo particolare ecosistema si può “leggere” la storia geologica del Gargano. L’ alveo del fiume è ricchissimo di noduli di selce ed è probabilmente il luogo dove questi si rinvengono con maggiore frequenza, inoltre è disseminato di fonti di acqua sorgiva. L’ imponente vegetazione, che ha ormai colonizzato l’ intero sito, assume il caratteristico aspetto “ a galleria”, quasi a voler proteggere questo scrigno di biodiversità. In alcuni punti le ripide pareti del canyon ( fitte di una vegetazione che a malapena lascia trasparire la luce solare ) regalano incredibili sensazioni di spettacolarità.

PUNTO D’ INCONTRO : VICO DEL GARGANO— Via del Risorgimento
INIZIO PERCORSO : VICO DEL GARGANO / FINE PERCORSO : ISCHITELLA
LUNGHEZZA PERCORSO : km.15
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6 ( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : SAN SALVATORE : “NECROPOLI DAUNA” (VIESTE)

Questo itinerario, che si sviluppa in un ambiente molto suggestivo, ci offre una panoramica degli incantevoli paesaggi naturalistici Garganici, comprendenti la fascia costiera e l’entroterra delle Contrade poste a varie altitudini sul livello del mare. Si cammina in un ambiente molto suggestivo costituito da lastre calcaree, coltivi ad ulivo, bosco misto, fenomeni carsici ed una estesa necropoli di età Dauna (VI—III sec.a.C.). I cutini di “San Salvatore” e “Lama la Vita” sono invasi naturali che raccolgono le acque meteoriche e risultano molto utili per saziare la sete della fauna selvatica e degli allevamenti zootecnici. La vasta necropoli di San Salvatore, dove non sono mai state effettuate campagne di scavi, fa presumere la presenza di un piccolo villaggio nel quale vivevano i “Dauni”, dediti alla pastorizia. La necropoli si presenta molto rovinata a causa dei frequenti saccheggi. I resti dei poverissimi corredi funebri, rinvenuti quasi casualmente in una tomba, testimoniano la povertà della popolazione di questo nucleo abitato. Da San Salvatore si può godere di incantevoli paesaggi : a Nord/Est si scorge l’abitato di Vieste e le Isole Dalmate; ad Est il vallone di Baia di Campi; a Sud il vasto bosco di Leccio di Santa Tecla; ad Ovest le boscose colline di Sagro.

PUNTO D’ INCONTRO : BIVIO REGINELLA, Lungomare E.Mattei—Vieste
INIZIO PERCORSO : BIVIO REGINELLA / FINE PERCORSO : LOCALITA’ “SAGRO”, S.S.89—km.121,7
LUNGHEZZA PERCORSO : km.15
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : “SENTIERO SCANNAMUGLIERA” (MONTE SANT’ANGELO)

Lungo i versanti di Monte Sant’Angelo che degradano verso il mare Adriatico si snoda una delle più antiche mulattiere esistenti , percorsa incessantemente dai Pellegrini Micaelici che sin dalla fine del V secolo visitano la Grotta dell’Arcangelo Michele. La “Valle Scannamugliéra” costituisce una deformazione popolare del toponimo “Scanderh Molelrh” che, secondo il noto letterato Frà Marcello Cavagliere, interpretando la Lingua Gotica vuol dire “forte e grande salire”. In lunghi tratti della mulattiera sono presenti scalini, scavati nella roccia dai contadini, dai pastori e dai devoti per rendere più agevole la salita. La frequentazione di questo sentiero da parte dei Pellegrini Micaelici ha determinato che, nel tempo, esso venisse denominato “Scala Santa”. Tutto il sentiero è allo scoperto, molto panoramico, ed attraversa uno tra i più interessanti paesaggi rupestri del Gargano, plasmati dall'attività secolare dell'uomo. Lungo il percorso si rinvengono terrazzamenti in buono stato di conservazione, antiche cave di tufo, piccoli vani scavati anella roccia ed insediamenti ipogei. Fra questi ultimi il più interessante è rappresentato dalla chiesa rupestre “Ognissanti” scavata nella roccia sul costone destro della Valle Scannamugliéra. Nel IX secolo intorno alla chiesa gli abitanti della sottostante pianura dettero vita ad un agglomerato civile. Infatti tutto intorno si possono osservare abitazioni scavate nella roccia, fornite di focolare e collegate le une alle altre, ai diversi livelli di piano, da viottoli e scalinate incavate nel banco roccioso. A testimonianza di ciò si possono osservare i servizi comuni come le cisterne, i luoghi di riunione, i recinti per gli animali, i torchi, i forni. Da questo punto sono visibili i profondi valloni che degradano dalla montagna al mare ed i loro versanti sono ricoperti in modo discontinuo da latifoglie a prevalenza di Leccio, con significative presenze di Orniello. Alcune zone presentano rimboschimenti di Conifere ed una estesa Macchia Mediterranea. Lo sguardo può spaziare su un’ampia e suggestiva visuale che abbraccia il Golfo di Manfredonia, il Tavoliere delle Puglie e gran parte del Sub-Appennino Dauno. In tutte le zone circostanti è possibile apprezzare le ingegnose opere di regimentazione delle acque e di terrazzamenti realizzati dai contadini dediti ad un’agricoltura di sussistenza.

PUNTO D’ INCONTRO : MONTE SANT’ANGELO, Via Sant’Antonio, sede Parco Nazionale del Gargano
INIZIO PERCORSO : MONTE SANT’ANGELO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.12
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T
= Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : SFINALICCHIO : “RIPARO SOTTOROCCIA E NECROPOLI COPPO DEI FOSSI”

Itinerario che attraverso incantevoli paesaggi naturali, testimonianze archeologiche e preistoriche, boschi misti a Pino d’Aleppo e Macchia Mediterranea si snoda sulla linea di confine tra Vieste e Peschici. Il riparo sottoroccia di Sfinalicchio risale alla fine del Paleolitico superiore (tra 12.000 e 11.000 anni fa) e reca incisioni singole e composizioni. Sulle pareti si distinguono figurazioni lineari formate da segni verticali e paralleli e da composizioni più complesse e particolari. Il tutto costituisce un’ articolata espressione di graffiti riconosciuti come la migliore arte parietale attualmente conosciuta in Puglia. Ripreso il cammino si giunge alla Necropoli di Coppo dei Fossi, di età Dauna (VI-VII sec.a.C.). E’ un nucleo di quattro tombe incavate nella roccia. Dalla sommità di Coppo dei Fossi si ammira tutto il paesaggio circostante, in uno scenario incantevole di boschi a Macchia Mediterranea e Pino d’ Aleppo.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “SFINALICCHIO”, Strada Provinciale n.52 (litoranea Peschici/Vieste)
INIZIO PERCORSO : SFINALICCHIO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.10
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 4
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : da “TACCA DEL LUPO” a “COPPA FUSILLO” (e ritorno) - VIESTE

Il Gargano, sin dalla fine del V secolo, è stato percorso incessantemente da numerosi Pellegrini diretti alla grotta dell’ Arcangelo Michele. Il Gargano mistico si caratterizzava con aspre tappe dense di altissima spiritualità Mariana e Francescana; i pellegrini vivevano un cammino penitenziale fatto di sofferenza, ma anche di intensa gioia. Oggi è utile ripercorrere questi “cammini” per riscoprire sia l’ aspetto mistico che quello naturalistico. Si ripercorre il cammino dei Pellegrini di San Michele di Vieste, interessante percorso dalla doppia valenza : naturalistica e religiosa. Attraverso Valle Carbonara, Piano Canale, Coppa La Monaca, Sferracavallo, Coppa Fusillo, Foresta Umbra ed il bosco di Vieste si snoda l’ antico tratturo che per secoli è stato utilizzato dai Pellegrini Micaelici e dai pastori. I primi lo utilizzavano per recarsi a Monte Sant’ Angelo per onorare San Michele ( 8 maggio e 29 settembre ), i secondi per raggiungere le periodiche fiere di bestiame. La storia del ripristino di questo antico sentiero merita di essere raccontata : “ Nel dicembre del 1994 a Vieste, alla presenza di Grazia Francescato, si tenne una tavola rotonda sul Parco Nazionale del Gargano. Al termine della manifestazione i Soci della locale sezione WWF decisero di fare una passeggiata nella Foresta Umbra e, tra una chiacchiera e l’ altra, venne raggiunta la zona dell’ antico percorso che i Pellegrini Micaelici di Vieste utilizzavano per raggiungere Monte Sant’ Angelo. Grazia Francescato, incuriosita dal fatto, cominciò a chiedere notizie più approfondite ed alla fine del racconto disse : “ Perché voi della Sezione WWF di Vieste non ripristinate questo antico pellegrinaggio di fede Micaelica, tra i secolari boschi del Gargano ? “ L’ idea fu subito accolta con molto entusiasmo e grazie all’ attivismo di molti Soci del WWF la notte del 29 settembre 1995, dopo trent’ anni di silenzio, s’ udirono nuovamente i tre colpi battuti sulla porta della Cattredale di Vieste, segno inequivocabile dell’ inizio del pellegrinaggio. L’ evento vide anche la partecipazione della stessa Grazia Francescato, la quale lo immortalò egregiamente nel suo libro “ In viaggio con l’Arcangelo”

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “TACCA DEL LUPO”
INIZIO PERCORSO : TACCA DEL LUPO / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.16
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6 e minuti 30
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T
= Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARI : “LA COSTA DEI TRABUCCHI E DELLE TORRI DI AVVISTAMENTO” (PESCHICI/VIESTE)

La proposta di questi itinerari lungo la “COSTA dei TRABUCCHI” mira alla valorizzazione di alcuni elementi tipici dell' affascinante costa Garganica : i Trabucchi, le Torri di avvistamento, i costoni rocciosi, le grotte marine e le baie , la vegetazione ricca di Macchia Mediterranea, integrata da Euforbie e Pini d' Aleppo. Per decisione del Vicerè di Napoli, don Pietro di Toledo, lungo le coste dell' Italia Meridionale, a difesa del territorio, furono edificate una serie di piccole fortificazioni e torri di avvistamento. I siti venivano individuati in base al frastagliamento della linea di costa, alla distanza tra le torri, alla reciproca visibilità ed alla possibilità di comunicazione: a vista, acusticamente o con messaggeri a cavallo. La presenza di un tale sistema diventava utile soprattutto per prevenire e contrastare le scorribande dei Saraceni. Nel tratto di costa, molto frastagliato, compreso tra Vieste e Peschici a causa della limitata visibilità le torri si infittiscono ed abbiamo Torre del Porticello (1568), Torre di Sfinale (1573), Torre Usmai (1576) e Torre di Calalunga (1568). Questo tratto di costa è caratterizzato anche dalla presenza dei TRABUCCHI, poderose macchine da pesca protese sul mare. Secondo alcuni storici locali si pensa che l' origine di questi antichi strumenti di lavoro risalirebbe al tempo dei Fenici. Questo importante sistema di pesca, ancora in uso sul nostro territorio, venne realizzato in zone dove il mare presentava una profondità di almeno cinque metri, un fondale sabbioso, orientato in direzione sud-est o nord-ovest ed in corrispondenza della confluenza di correnti marine, zone notoriamente ricche di pesci. Grazie all' impegno dell’ “Associazione Trabucchi del Gargano” e del Parco Nazionale del Gargano ai Trabucchi è stato riconosciuto lo status di “tesori e beni dell' area costiera”. In alcuni tratti dell’itinerario le verdi praterie prospicienti la costa sembrano rievocare le medesime distese Irlandesi.

ITINERARI

PERCORSO : da “PESCHICI” a “TORRE USMAI”
LUNGHEZZA PERCORSO (andata e ritorno) : km.15,4
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6
DIFFICOLTA’ : T =
Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).
PUNTO D’INCONTRO : PESCHICI , Via Tuppo delle Pile

PERCORSO : da “PUNTA SAN NICOLA” a “TORRE DI SFINALE”
LUNGHEZZA PERCORSO
(andata e ritorno) : km.18,4
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 7
DIFFICOLTA’ : T =
Turistico
PUNTO D’INCONTRO : PESCHICI, Punta San Nicola

PERCORSO : da “TORRE DI SFINALE” a “TORRE DI PORTICELLO”
LUNGHEZZA PERCORSO (andata e ritorno) : km.15
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 6
DIFFICOLTA’ : T =
Turistico
PUNTO D’INCONTRO : LOCALITA’ “SFINALICCHIO”, Strada Provinciale n.52 (litoranea Peschici/Vieste)

PERCORSO : da “TORRE DI PORTICELLO” a VIESTE ( Lungomare Europa )
LUNGHEZZA PERCORSO
(andata e ritorno) : km.12
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5
DIFFICOLTA’ : T =
Turistico
PUNTO D’INCONTRO : LOCALITA’ “PORTICELLO”, Strada Provinciale n.52 (litoranea Peschici/Vieste)

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ITINERARIO : “VALLE PALUMBO” e “VALLE DELL’INFERNO” (SAN GIOVANNI ROTONDO)

Itinerario che rappresenta uno dei più interessanti ambienti rupestri di tutto il Gargano. Il tratto iniziale presenta un paesaggio agricolo caratterizzato dalla presenza di un fitto sistema di muretti a secco che svolgono la funzione di delimitare e dividere le zone adibite a pascolo da quelle interessate dalle varie colture agricole. All’osservatore più attento non potrà sfuggire che in corrispondenza di queste opere erette dall’uomo sono presenti numerose specie erbacee, arbustive ed arboree che costituiscono l’ultima testimonianza della flora spontanea del luogo. La morfologia della zona è quella di un fondovalle ricco di vegetazione su ampie superfici, pendici ripide con copertura forestale molto rarefatta, e pianori ridotti ad ampie pietraie calcaree destinate a pascolo. Le principali cause della rarefazione boschiva di questi luoghi sono rappresentate dal “legnatico” (uso civico praticato in passato, spesso sconsideratamente) e dal “fuoco”, impiegato come strumento per ampliare e rendere più fertili le aree destinate al pascolo. La Valle dell’Inferno è così denominata perché nel periodo estivo, a causa della scarsa ventilazione, al suo interno la temperatura raggiunge valori elevati. Si tratta di una gola progressivamente più profonda ed impervia man mano che si procede verso valle. Tra la vegetazione arborea ed arbustiva si rinvengono Acero campestre, Orniello, Càrpinella, Roverella, Terebinto, Perastro, Lentisco e Fillirea. Nelle innumerevoli cavità e fessure presenti nidificano diverse specie di Uccelli Rupestri (Passero solitario, Zigolo, ecc) ed anche alcuni mammiferi (Volpe, Faina).

PUNTO D’ INCONTRO : SAN GIOVANNI ROTONDO, Comunità San Camillo De Lellis
INIZIO PERCORSO : COMUNITA’ SAN CAMILLO DE LELLIS / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.12
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 5
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T = Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : BAIA DI VIGNANOTICA : “UNO SCRIGNO RACCHIUSO IN BIANCHE FALESIE” (MATTINATA)

L'itinerario si sviluppa lungo un percorso molto suggestivo dal punto di vista panoramico. Dalle alte e bianche falesie che a strapiombo finiscono in mare, volgendo lo sguardo a sud, si osservano Baia dei Mergoli e Baia delle Zagare con i suoi caratteristici faraglioni. In questo sito la vegetazione è dominata dall'onnipresente Pino d'Aleppo, Rosmarino, Lentisco, Cisto e dalle altre essenze tipiche della zona costiera. In alcuni tratti, molto spettacolari per il forte declivio verso il mare, la vegetazione forma un peculiare equilibrio tra la Macchia Mediterranea e le coltivazioni di Ulivo e Carrubo. Dopo tanta bellezza si raggiunge la Baia di Vignanotica, conosciuta anche come la Baia dei Gabbiani, dove in passato nidificava una nutrita colonia di Gabbiani Reali e Comuni.

PUNTO D’ INCONTRO : LOCALITA’ “MERGOLI”, Strada Provinciale n.53 (litoranea Mattinata/Vieste)
INIZIO PERCORSO : MERGOLI / FINE PERCORSO : STESSO LUOGO
LUNGHEZZA PERCORSO : km.5
TEMPO DI PERCORRENZA : ore 3
( n.b. il percorso viene effettuato con soste programmate per agevolare la piena efficienza fisica)
DIFFICOLTA’ : T
= Turistico (Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna).

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ITINERARIO : ISOLE TREMITI

Al largo del Gargano si trovano le isole Tremiti, definite per la loro incantevole ed incontaminata bellezza “le perle dell’Adriatico”. La storia delleisoleè strettamente legata al mito di Diomede, uno dei celebri eroi Omerici che partecipò all’epica guerra di Troia. L’ eroe nel suo peregrinare nel mare Adriatico si fermò nella Daunia, dove fondò diversi centri, ma la sua vita ebbe fine nell’arcipelago delle Tremiti. La dea Venere trasformò i suoi compagni in uccelli: le Diomedee; uccelli, dalla grande apertura alare, che ogni primavera lasciano l’Africa Orientale per raggiungere l’Adriatico e nidificare sulle pareti a strapiombo della costa di queste isole. Il loro canto, particolarmente udibile nelle ore notturne, viene associato al lamento dei compagni di Diomede che piangono la perdita del loro eroe. Dal punto di vista artistico e storico San Nicola è la più importante delle isole Tremiti ed è stata abitata fin dalla preistoria. Qui ha sede il complesso abbaziale di Santa Maria a Mare (sec. XI). Questa abbazia cattolica, molto suggestiva nella imponente complessità della sua struttura architettonica, fu costruita dai Monaci Benedettini ed oggi rappresenta un luogo di devozione per gli abitanti di tutta l’isola. Un meraviglioso mosaico tappezza il pavimento della navata centrale; i motivi decorativi prevalenti, di influsso rinascimentale, presentano tratti e rilievi che sembrano non avere una fine e nei quali si realizza quella suggestiva sintesi tra fede e arte. L’ interno della Chiesa conserva l’impianto originale a pianta rettangolare con 3 navate, quest’ ultime si sviluppano in senso longitudinale dall’ingresso all’altare maggiore, mentre il corridoio posto intorno al coro e all’abside, caratteristico dell’architettura romanica francese, presenta un insieme suggestivo di immagini. La statua lignea “S. Maria a Mare”, scolpita e dipinta interamente a mano, è molto suggestiva e rappresenta la Vergine con Bambino, dai volti con la pelle scura.
Le Isole Tremiti sono meta preferita di moltissimi turisti amanti della natura e della tranquillità. San Dominoè in buona parte ricoperta da boschi di Pino d’Aleppo; per la fertilità e spontaneità di fiori d’ogni colore, era chiamata dai monaci Benedettini “Orto di paradiso”. Le acque sono limpide, la costa è frastagliata di cale, punte e scogli; compiendo ilgiro in barca dell’intero arcipelago si possono visitare la Grotta delle Viole, del Bue Marino e delle Rondinelle.

Programma di visita :

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INFO GENERALI COMUNI A TUTTI GLI ITINERARI

ABBIGLIAMENTO : comodo ed idoneo alla stagione in corso (a “cipolla”). Si consiglia sempre : pantaloni lunghi (no jeans), camicia a maniche lunghe (no colori sgargianti), calze e scarponcini da trekking comodi e collaudati, alti alla caviglia e con un buon carrarmato (da non rispolverare dopo tanti anni che sono stati in un armadio, si possono scollare durante il trekking!)
INDISPENSABILE : dotarsi sempre di scorta d’acqua, snack, frutta fresca o secca, panini.
DA EVITARE : assunzione di alimenti molto salati o a lunga digestione, alcool, fumo.
ALTRO : felpa, bastoncini telescopici o bastone, zaino 20/30 litri, cappellino, occhiali da sole, sciarpa o bandana o foulard,piccolo asciugamani in microfibra, k-way (utile in caso di vento forte), mantellina (utile in caso di rischio pioggia), binocolo, macchina fotografica, crema solare, burrocacao, busta per i propri rifiuti (il nostro passaggio nella natura deve avvenire senza lasciare tracce: impegniamoci di ridurre al minimo l’impatto ambientale del trekking).
MEDICINALI : un primo soccorso generale è in dotazione alla Guida, portare le eventuali proprie medicine specifiche.
TRASFERIMENTI : con mezzi pubblici o, quando non possibile, con automezzi dei partecipanti.

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